Senatore Franco Servello
 
22-03-2006
MILANO, L'ORGOGLIO DELLE RADICI E LA VOLONTA' DI RINNOVARE PER CONVINCERE GLI ELETTORI
Servello e La Russa al Teatro Nuovo: dalla nostra parte c’è un progetto politico, dall’altra un’accozzaglia di liste

MILANO. È stato Franco Servello, leader storico della destra italiana, a inaugurare, domenica mattina al Teatro Nuovo di piazza San Babila la campagna elettorale di An a Milano e in Lombardia. Quando si è alzato a parlare ha centrato l'obiettivo lanciando l'esortazione alla Casa delle libertà a «buttarsi unita in questa battaglia». Molti applausi hanno accolto l'unico politico di lungo corso che ha rinunciato volontariamente al suo posto in Senato. Lo ha ricordato lui stesso: «Avete mai visto qualcuno che rinuncia a fare il parlamentare?», ha chiesto. E subito ha aggiunto: «Eccolo». Tutti in piedi ad applaudire l'uomo politico che, dopo 11 legislature sui banchi della Camera e del Senato, ha ribadito la necessità di «rinnovare la classe dirigente».

Ma il consenso più entusiastico e totale dell'uditorio è stato per l'esortazione di Servello a restare tutti saldamente uniti «per combattere una battaglia politica, di carattere storico e di ideali, tra noi e loro. Le tre punte - ha sottolineato con forza Servello - devono incontrarsi perché a me non piace sentire le critiche degli uni contro gli altri. Non mi piace Berlusconi quando dice "nonostante gli alleati". No, caro Silvio, "con gli alleati". Io rivendicò l'unità. È necessaria una coesione totale per fronteggiare un avversario che non ci dà tregua».
Dopo Servello, è salito sul podio Ignazio La Russa, capogruppo di An alla Camera e capolista per la Lombardia dopo Fini. «Ho preso più volte il senatore Servello come esempio», ha esordito. «Non so se ci sono riuscito, perché non è semplice, ma io mi sono ispirato a Franco Servello». La Russa ha quindi elencato i temi al centro del programma di An: sicurezza, famiglia e sanità, unitamente all'orgoglio «per i valori della nostra Patria e dell'Europa, per il peso della cultura cristiana». Parlando degli immigrati islamici in Italia, La Russa ha ribadito che essi debbono inchinarsi quando vengono nel nostro Paese. Quanto all'avversario politico, ha sottolineato come «la sinistra vorrebbe la perdita di ogni identità» e l'ha definita «un'accozzaglia di liste che sostengono tutto e il contrario di tutto: da Di Pietro che dice "legalità, legalità, legalità", a quelli che vogliono gli espropri proletari e sognano di portar via la barca a Massimo D'Alema ».
Applausi convinti per tutti gli intervenuti, da Cristiana Muscardini, coordinatrice regionale di An e capogruppo al Parlamento Europeo, ai capilista in Senato, gli attuali senatori Alfredo Mantica e Giuseppe Valditara. Andrea Ronchi, portavoce di An e a sua volta al terzo posto, tra i candidati alla Camera, dopo Fini e La Russa, ha sottolineato come «da Milano arriva una grande spinta per il centrodestra e in particolar modo per An. Ce la possiamo fare, ma soprattutto quello che sento di poter chiedere in questa sede è un voto in più ad An per un sogno: Gianfranco Fini a Palazzo Chigi». Tra i candidati alla Camera, vivo consenso per gli interventi di Paola Frassinetti e del vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, che ha ricordato ai milanesi «le tante cose buone fatte da questo governo: dalla legge Biagi alla riforma delle pensioni, dall'abolizione della leva obbligatoria alla legge Bossi-Fini che, per la prima volta, ha invertito una tendenza decidendo l'espulsione dei clandestini».

L. G.

da il "Secolo d'Italia" del 21-03-2006...