Senatore Franco Servello
 
08-10-2006
UNA GIORNATA CAMPALE PER IL NEO – PRESIDENTE SERVELLO
ROMA. Per Franco Servello, eletto ieri alla presidenza dell’Assemblea, è stata una giornata campale. Un dibattito impegnativo, ma non solo: il tema “Secolo” lo ha chiamato in causa direttamente, nella sua qualità di Procuratore dell’editore e amministratore del giornale. In chiusura di giornata, approfittando di un intervento di Massimiliano Mazzanti che invitava a difendere il “Secolo” come “strumento di identità” dell’intero partito, Servello ha preso la parola e spiegato brevemente la difficile situazione economica. Punto di partenza, una considerazione netta: “così come stanno i conti non si può più andare avanti”. Servello ha annunciato di aver chiesto al presidente Fini di prendere “decisioni efficaci e radicali” di ristrutturazione, utilizzando anche competenze esterne e guardando anche “all’esperienza di altri giornali e realtà editoriali”. Il progetto di rinnovamento del giornale, ha detto, deve andare avanti anche sul piano della struttura. E se finora ciò non è successo, è stato a causa di “difese d’ufficio di determinate posizioni che da dieci anni bloccano il rilancio”. “Ho messo a disposizione il suo mandato di amministratore – ha affermato ancora Servello – con l’obbiettivo di spianare la strada a una svolta che persegua obbiettivi di rinnovamento e modernizzazione”.
All’inizio dei lavori dell’Ergife, Servello era stato acclamato presidente dell’Assemblea. Un applauso particolarmente caloroso per un dirigente politico che ha attraversato con ruoli di grande responsabilità tutta la storia della destra italiana e della sua pubblicistica. La sua formazione politica si è svolta, fin dal secondo dopoguerra, sulle colonne del Meridiano d’Italia, battagliero settimanale di opposizione che in quegli anni si segnalò all’attenzione dell’opinione pubblica per coraggiose campagne di verità sui primi illeciti del nuovo potere italiano. Proprio il Meridiano fece esplodere il caso dell’Oro di Dongo. Tale campagna costerà la vita a Franco De Agazio, il giornalista venne infatti ucciso nel marzo del 1947 da un commando della Volante Rossa.
Il diretto impegno politico del giovane giornalista comincerà nel 1948, anno in cui Servello si iscrive al Msi. Nel 1951 la conquista della prima carica elettiva con l’elezione al Consiglio comunale di Milano. Servello partecipa sempre più intensamente al dibattito interno al Msi. Sul Meridiano scrive una parte consistente dell’intellighenzia di destra degli anni cinquanta: da Filippo Anfuso a Concetto Pettinato, da Ezio Maria Gray a Ugo Franzolin, Edmondo Cione, Giorgio Pini, Ernesto Massi e tanti altri. Per il Meridiano scrive anche Giorgio Almirante, che stabilisce con Servello una solida amicizia che durerà fino alla scomparsa del leader del Msi, nel 1988.
Nel 1958 Servello viene eletto per la prima volta alla Camera dei deputati per la circoscrizione di Milano – Pavia. Nel 1969, con il ritorno alla segreteria di Giorgio Almirante, Servello diventa segretario amministrativo e quindi vicesegretario del Msi-Dn. Si afferma come uno dei più stretti collaboratori di Almirante e affianca il leader nelle fasi delicate e difficili degli anni Settanta e Ottanta. La sua azione prosegue anche dopo l’ascesa di Fini alla segreteria del partito. Assume cariche di rilievo come la presidenza del Gruppo alla Camera del Msi-Dn e quella del Comitato Centrale del partito. Nel gennaio del 1995 è lui a presiedere la prima fase del Congresso di Fiuggi, quella che sancisce la fusione del Msi-Dn con Alleanza nazionale e la nascita del nuovo partito. Dal 1995 Servello è il procuratore editoriale del Secolo. E’ anche autore di diversi libri e ha attualmente in uscita un nuovo volume dal titolo 60 anni in Fiamma, che ripercorre la storia della destra italiana dalla nascita del Msi.

Da il “Secolo d’Italia” di domenica 8 ottobre 2006
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